Descrizione
È situato nella parte sud-orientale della Serra morenica di Ivrea e si trova a 230 metri sul livello del mare.
E' un lago di origine glaciale e si è formato durante l'era quaternaria. È alimentato oltre che da acque sotterranee anche da alcuni piccoli immissari e ha come emissario la Roggia Fola, un ramo della Roggia Violana. Nel 2005 è stato riconosciuto sito di interesse comunitario dal nome Lago di Viverone (codice: IT1110020).
Oltre che importante risorsa ittica e turistica, il lago di Viverone è un importante sito archeologico di reperti preistorici dell'età del bronzo. L'interesse archeologico di Viverone risale al ritrovamento di resti di monili, armi e ciottoli vari, appartenenti a popolazioni preistoriche, che vivevano in villaggi palafitticoli risalenti all'Età del bronzo (1500-1450 a.C. e 1050-1000 a.C.), nel cosiddetto periodo fittile. Le prime indagini furono portate avanti tra il 1965 e il 1976 da Guido Giolitto, ispettore onorario per l'archeologia subacquea. Successivamente, la Soprintendenza archeologica del Piemonte avviò, con l'approvazione del Ministero competente, un cantiere archeologico ufficiale. Nel 1996 venne così individuato, in frazione Masseria, un primo campo di pali; a questo sito, negli anni seguenti se ne aggiunsero altri, anche sul versante nord-occidentale, esattamente tra zona Porticciolo e Lido di Anzasco, scoperti grazie ai rilievi subacquei effettuati nel corso degli anni ottanta.
La sua superficie di 5,72 km² ne fa quindi il terzo lago più grande del Piemonte; la sua profondità massima è di 50 metri, mentre la lunghezza è di 3.470 m, la larghezza massima di 2.550 m.
Il suo perimetro totale misura 13,06 km, ma la parte sud-occidentale risulta non sempre percorribile, in quanto molto selvaggia, ricca di vegetazione e di boschi planiziali. La parte settentrionale e orientale, invece, è più urbanizzata, con maggior presenza di attività legate al turismo.
Una linea di navigazione unisce i porti di Viverone Lido, frazioni Masseria, Comuna e Anzasco.